Sulle tracce dei Maya (Guatemala e Mexico ottobre 2014)

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13 ottobre – L’esordio della nostra avventura centramericana è il simpatico incontro in aeroporto a Linate con la squadra americana di volley che proprio ieri ha vinto il mondiale…autografi di rito e foto con la disponibile e bravissima schiacciatrice Hill che imbarazza per la sua altezza (o sarò piccola io?). Scalo a Madrid e poi lungo volo diurno (11 ore!) con Iberia, che purtroppo non ha l’intrattenimento personale con cinema e giochi per ciascun posto.

Arriviamo a CITTA’ DEL GUATEMALA a metà pomeriggio (considerando le 8 ore di fuso), 14102014senza titolo-14102014guatemala-messico-_DSC5558-2incontriamo la guida e ci avviamo con il piccolo e confortevole pulmino che ci accompagnerà nella nostra permanenza in Guatemala verso l’antica capitale, ANTIGUA, fondata nel XVI secolo. Ci sistemiamo nella splendida POSADA DE DON RODRIGO, dall’ambiente suggestivo con patii, vegetazione lussureggiante, fiori, fontane gorgheggianti, camere con mobili in stile e un bel ristorante dove gustiamo ottimi spiedini di carne mentre un gruppo di ragazzi suona la marimba (una specie di xilofono) e balla con costumi14102014senza titolo-14102014guatemala-messico-_DSC5552-2 coloratissimi e maschere. Piccola passeggiata fino alla piazza principale (la posada è in pieno centro) e poi a nanna appena dopo aver notato il lampadario ballonzolare; ci facciamo poco caso e Bobo sostiene trattarsi di un movimento d’aria, ma il giorno dopo scopriamo che era la frangia di un terremoto con epicentro nella vicina Costa Rica (!!!).

14 ottobre – Mentre all’alba diluviava, il nostro risveglio è allietato da qualche raggio di sole, che ci invita a far colazione all’aperto nel patio a base di squisita frutta tropicale e pane tostato. Raggiungiamo la CIUDAD VIEJA poco affollata e dall’aspetto tranquillo e rilassato, una bella chiesa con facciata ornata di stucchi e una scuola in cui le ragazze in divisa stanno uscendo per la tradizionale foto di fine anno scolastico (ad ottobre) e si mescolano al nostro gruppetto.

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Visitiamo una piantagione di caffè assistendo anche ai vari processi di lavorazione per poi 17112014senza titolo-14102014guamexico-_DSC5952gustare una buona tazza di caffè e fare qualche piccolo acquisto. Qui si coltiva un caffè di ottima qualità, sempre al di sopra dei17112014senza titolo-14102014guamexico-_DSC5934 1500 metri. Percorrendo i sentieri della piantagione troviamo una vegetazione lussureggiante con alberi di papaia, banani, fiori di ogni genere e dai più vari e vivi colori, mentre ci accompagna il canto dei numerosi uccelli variopinti. Simpatico il vicino museo di strumenti musicali, maschere e manufatti tradizionali maya.

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Torniamo ad ANTIGUA, vero capolavoro di architettura coloniale con strade fiancheggiate di edifici dalle facciate color pastello, poste ai piedi di 3 vulcani. Il cielo si annuvola e piove a tratti, ma non ci impedisce di visitare i numerosi edifici sacri e civili, alcuni restaurati e altri che conservano il fascino della decadenza (dovuta in realtà ai numerosi crolli per i vari terremoti succedutisi nei secoli). Visitiamo la CHIESA DI SANTA CHIARA e DI SAN FRANCESCO, l’antico CONVENTO DELLE SUORE CAPPUCCINE con la parte dedicata alle clausura e la PLAZA CENTRAL.

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Ci fermiamo per qualche piccolo acquisto in un coloratissimo mercato di tessuti e vari manufatti, dove Rosy e Mariangela danno un primo sfoggio della loro capacità di contrattazione. Interessante la visita ad un laboratorio di lavorazione della giada, pietra che si trova in Guatemala fino dall’epoca dei Maya: inevitabile un piccolo acquisto per la nostra Giada.

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Dopo il tramonto ci attende alla CATEDRAL DI SANTIAGO il parroco a cui regaliamo il 15102014guatemala-messico-_DSC5693bel quadro che ci ha affidato il nostro amico pittore GIUSEPPE FRASCAROLI in segno di amicizia e fraternità con il popolo del Guatemala.

Ha ripreso a piovere e ci rifugiamo nella posada per la cena sempre con il sottofondo della musica locale. Dopo cena assaggio del rum guatemalteco, lo ZACAPA.

15 ottobre – Abbondante colazione con uova, pancetta, formaggio e tanta frutta, sempre servita al tavolo e non a buffet dal numerosissimo personale (ottimo modo per far lavorare tante persone). Un accenno di sole ci fa tornare nella piazza centrale per le ultime foto e 15102014senza titolo-15102014guatemala-messico-_DSC5735-2poi partiamo verso ovest attraversando campagne verdissime, tutte molto coltivate (sempre a mano!) soprattutto con ortaggi e mais. Tappa a 2000 metri con rinvigorente ristoro a base di cioccolata calda e rum in una specie di baita con cervi impagliati. Dopo aver superato un passo a 2700 metri cominciamo a scendere verso il LAGO VULCANICO ATITLAN e ci fermiamo al paese di PANAJACHEL dove pernottiamo in una bella posada affacciata sul lago all’interno di un parco verde con tante amache colorate.

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Da qui prendiamo una lancia per un’escursione sul lago fino a SAN ANTONIO PALOPO’, remoto villaggio posto sul fianco della collina, dove le donne vestono gli abiti15102014senza titolo-15102014guamexico-_DSC5984-2 tradizionali (lunghe gonne blu scuro e coloratissime fasce per capelli) e alcuni uomini 15102014senza titolo-15102014guatemala-messico-_DSC5791-2vestiti di lana. Sulla sommità della collina visitiamo la bianchissima chiesa, poi in una cooperativa tessile vediamo un gruppo di donne che tessono su telai a cinghia scialli, tovaglie e copricapi dagli splendidi colori; la nostra Chiara viene anche vestita con gli abiti tradizionali. Torniamo in lancia a PANAJACHEL dove pranziamo con un ottimo pesce di lago. Comincia a piovere, ma non ci lasciamo intimorire e passeggiamo tra le numerosissime bancarelle e negozietti, divertendoci a contrattare qualche simpatico acquisto. Buona come al solito la cena a base di carne di manzo, guacamole, salsa di fagioli, verdura e formaggio tipo “primo sale”, sempre accompagnato dalle immancabili tortillas.

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16 ottobre – Accidenti, è ancora nuvoloso con pioggia a tratti…visitiamo un piccolo museo 16102014senza titolo-16102014guatemala-messico-_DSC5894-2che conserva una collezione di antichi manufatti maya rinvenuti nelle acque del lago e poi partiamo, percorrendo sempre strade di montagna, alla volta di CHICHICASTENANGO, paesino con strette viuzze acciottolate, famoso soprattutto per il grandissimo mercato che si tiene proprio il giovedì (oggi naturalmente!), quando gli indios degli altopiani, con i loro variopinti costumi, lo animano con le più varie mercanzie.

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Suggestiva l’IGLESIA DE SANTO TOMAS al cui interno si fanno offerte rituali come fiori, liquori avvolti in foglie di mais, candele e incensi su piattaforme di pietra, che fanno sembrare le celebrazioni più maya e pagane che cattoliche. Anche i gradini davanti alla chiesa sono occupati da chi brucia l’incenso, dalle donne che si preparano a pregare e dai capi-preghiera indigeni con un vocio di sottofondo che si mischia alle grida dei venditori. 16102014senza titolo-16102014guatemala-messico-_DSC5922-2Ci immergiamo nell’atmosfera del mercato tra venditori di polli, verdura e frutta pulitissima e disposta in modo molto ordinato, tessuti coloratissimi, maschere intagliate, cuoio lavorato, ceramiche. Ovunque si vedono splendidi bimbi dai grandi occhi scuri, uomini e donne tranquilli intenti a vendere i loro prodotti, si respira sempre un’aria di serenità e di pace. All’insegna dei colori vivaci anche il cimitero, perché la morte è solo un passaggio, non deve esprimere tristezza, ma serenità.

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Ripartiamo, troviamo per la strada banchetti di fiori, mele e zucche, cani dovunque (miti e molto magri), maiali, galline… in serata eccoci a CITTA’ DEL GUATEMALA, dove ceniamo (con spiedini di carne mista preparati al momento) e pernottiamo nel bellissimo HOTEL GRAN TIKAL FUTURA.

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17 ottobre – All’alba siamo già in aeroporto pronti a volare a FLORES e qui comincia la prima parte dell’avventura: saliamo sul piccolo bimotore che ha circa 20 posti, percorriamo la pista di lancio e…ci viene annunciato che “per problemi tecnici” si deve scendere tutti dall’aereo; un po’ di brividi, ma poi si risale e miracolosamente dopo 50 minuti arriviamo a FLORES. Siamo pronti a visitare la più grande città maya del periodo 17102014senza titolo-17102014guatemala-messico-_DSC6114classico, la vasta zona archeologica di TIKAL, che si trova all’interno di una fitta giungla con giganteschi alberi secolari su cui si dondolano le scimmie (ne vediamo poche) e dove volano uccelli di varie specie. Anche la vegetazione è di ogni tipo, dagli alberi altissimi con i rami “infestati” dalle orchidee, ai bambù, alle piante del pepe, alle grandi felci, alle liane, alla seiba, al rathan…in questo intrigo verde svettano imponenti piramidi, tra cui gli splendidi TEMPIO DEL GIAGUARO e TEMPIO DELLE MASCHERE, oltre alla grande ACROPOLI CENTRALE e a una miriade di altri edifici solo parzialmente scoperti ed emersi dalla fittissima vegetazione. Affascinante, ma…siamo ai tropici e comincia un acquazzone che ci costringe a ripararci sotto una tettoia. Nell’attesa che spiova assistiamo curiosi a uno strano rito con preghiere e incensi praticato da alcune donne che invocano la Madre Terra. Torna qualche spiraglio di sole, ma c’è fango e pozzanghere ovunque, meglio scalare il TEMPIO IV, da cui si possono vedere le cime di alcuni edifici ancora in attesa di essere liberati dalla foresta pluviale. Fa caldo, ma soprattutto il clima è molto umido. Usciamo bagnati, ma entusiasti da Tikal e facciamo una passeggiata nella piccola e vitale cittadina di FLORES per poi arrivare per cena all’HOTEL VILLA MAYA, immerso nella giungla, dove dormiremo tra il frastuono delle scimmie urlatrici, degli uccelli, delle cicale e purtroppo anche della pioggia.

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18 ottobre – Anche oggi levataccia per raggiungere la frontiera messicana affrontando una 18102014senza titolo-18102014guatemala-messico-_DSC6227strada per la maggior parte sterrata (sul pulmino si ballonzola parecchio!) tra piante di papaia, avocado, alberi di tek, campi di mais e sesamo, piante della gomma da masticare (sui quali i “ciclero” si arrampicano per ottenere le cicche). In questa vasta area disboscata e coltivata ogni tanto compare una FINCA con contadini e moltitudini di bimbi tra maiali e galline nel fango, ma18102014senza titolo-18102014guatemala-messico-_DSC6319 vediamo anche avvoltoi, aironi, serpenti, mucche e zebù. Ad un certo punto ci accorgiamo che un pick-up ci ha seguiti fin dall’hotel…ebbene sì, siamo scortati: infatti tutta questa zona è regno del narcotraffico, pare che tra le finche e la tranquilla campagna siano addirittura nascoste piste di atterraggio clandestine.

Arrivati al villaggio di BETHEL abbandoniamo la scorta e proseguiamo sul FIUME USUMACINTA a bordo di una lancia fino ad arrivare a 18102014guatemala-messico-_DSC6336COROZAL, frontiera naturale tra GUATEMALA e MESSICO. Qui salutiamo la nostra ottima guida in Guatemala, Henri, preparato, simpatico e molto positivo e conosciamo Nicoletta, che ci accompagnerà nei prossimi giorni in CHIAPAS; è italiana e si è trasferita in Messico ben 15 anni fa, scegliendo di vivere nella campagna vicino a SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS a contatto diretto con gli indigeni. Riprendiamo a solcare il fiume18102014guatemala-messico-_DSC6365 USUMACINTA con la lancia per raggiungere l’affascinante, remoto e poco accessibile SITO ARCHEOLOGICO di YAXCHILAN (“luogo delle pietre verdi” in lingua maya), splendido soprattutto per la commistione tra la foresta pluviale rigogliosa e lussureggiante e gli imponenti edifici maya, attaccati da rampicanti, muschi e radici dei giganteschi alberi di ogni genere che popolano la giungla.

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Anche qui come a Tikal solo una minima parte di quel che rimane dell’architettura maya è visibile, perché la vegetazione nasconde tesori che neanche possiamo immaginare e che sarebbe troppo dispendioso far emergere e poi conservare per un paese povero come il Messico.

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Attorno all’ampia ed erbosa GRAN PLAZA si ergono maestosi edifici piramidali a scalini, alcune stele che raccontano storie di conquiste e di scene cerimoniali, il cortile per il gioco della pelota e EL LABERINTO tra gli strepiti delle scimmie urlatrici che si vedono sulla cime degli enormi alberi ceiba, considerati dai Maya le piante sacre della vita.

Riprendiamo la lancia e poi il pulmino per dirigerci verso PALENQUE, percorrendo 19102014guatemala-messico-_DSC6570una strada ai cui bordi si ferma la popolazione indigena per vendere la frutta in corrispondenza dei numerosissimi e fastidiosissimi dossi che costringono di continuo a rallentare; ci sono tacchini, galline, mucche, cani liberi sempre molto tranquilli. In queste campagne ci sono anche funghi allucinogeni e pejote (fiore di un cactus), pericolosissimi eppure tristemente noti in Chiapas. Piccola sosta per uno snack con banane fritte essicate, che assomigliano a patatine e sono proprio buone.

Arriviamo a PALENQUE all’HOTEL CIUDAD REAL, dove ceniamo con tacos, guacamole, salsa di fagioli, tortillas, carne di manzo e di pollo seguita da buona frutta, soprattutto papaia, ananas e banane.

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19 ottobre –Prima di entrare nel sito archeologico troviamo le bancarelle dei LACANDONES con archi, prodotti tessili o iscrizioni in cuoio. Oggi ci attende uno dei luoghi che evoca con più intensità la magia dei MAYA, civiltà antica e affascinante che raggiunse grande precisione in matematica, arte, architettura, astronomia, ma sulla cui19102014guatemala-messico-_DSC6559 cultura esistono molti misteri. PALENQUE è un grandioso sito archeologico, splendido perché si trova immerso nella foresta tropicale. Anche oggi, come sempre qui, il clima è molto umido e piuttosto caldo, soprattutto dopo aver scalato uno dei templi dagli alti gradini, rimasto nascosto dalla giungla per quasi un millennio. Bellissimi il TEMPIO DELLE ISCRIZIONI con notevoli bassorilievi, la TOMBA DI PAKAL, il TEMPIO DEL SOL e il PALACIO tra fitta vegetazione, torrenti e una gran cascata; qui, sotto l’umido fogliame, si trovano uccelli di ogni genere.

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20102014guatemala-messico-_DSC6706Ripartiamo trovando ancora per la strada tanti ragazzini che vendono banane (portando in testa un cestino colmo), lime, canna da zucchero e cocco e molte donne, quasi sempre con un bimbo posto nello scialle sulla schiena (in effetti qui le famiglie hanno tantissimi figli uno via l’altro e perciò un bimbo scende dallo scialle materno quando ne sale un altro).

La lussureggiante vegetazione tropicale prosegue anche alle CASCATE DI AGUA AZUL, quando il fiume si tuffa in una gola rocciosa formando moltissime cascate intercalate a lagune: l’acqua è tantissima e spettacolari le cascate, anche se in questa stagione è marron (e non azzurra!) per le forti piogge.

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E ancora piove…ma è un momento di trasferimento, superando piccole fattorie e 19102014guatemala-messico-_DSC6650piantagioni di caffè, fino a SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS a 2100 metri di altitudine, dove il clima cambia completamente, non è più umido ed è un po’ più freddo (per quanto possa far freddo ai tropici!).

Pernottiamo nel bell’HOTEL CASA MEXICANA con arredamenti tipici e un patio accogliente pieno di piante tropicali.

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SAN CRISTOBAL è una città coloniale con strade di acciottolato, semplici case dai colori vivaci, tanta gente in giro, vivaci locali e bei ristoranti, alti marciapiedi (per evitare che le piogge impediscano di camminare per le strade). Approfittiamo della vitalità della città passando la serata in un simpatico locale in cui un complessino suona musica latino-americana e ci scateniamo nel ballo con i ragazzi locali.

20 ottobre – La giornata di oggi sarà un concentrato di emozioni in un mondo del tutto diverso dal nostro, ma veramente affascinante, magia accresciuta dalla gran competenza della nostra guida Nicoletta, che con le sue parole ci fa immergere nella civiltà e nella vita del Chiapas, facendoci cogliere molti particolari e aspetti dei luoghi e delle persone.

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Splendido il gigantesco mercato in cui una moltitudine di uomini e donne TZELTALC TZOTZIL, vestiti con i loro colorati abiti tradizionali, commerciano merce di ogni genere, 20102014guatemala-messico-_DSC6696frutta e verdura (avocado, rambutan, verdure in foglia, rapanelli, zucche, pomodori, lime, patate) salsicce, polli vivi, carne di maiale, stoviglie fatte con le zucche, pesce, fagioli, lenticchie, sandali fatti con pneumatici, lana grezza soprattutto nera, tessuti colorati, polveri e radici medicamentose, pepe, peperoncino di ogni tipo e di ogni piccantezza, mais, fiori. Acquistiamo del peperoncino e scopriamo che qui, come in tutto il mercato, la misura è costituita da ciotole che contengono quantità diverse, perché la maggior parte delle persone non è andata a scuola o ci è andata pochissimo e non ha la minima idea delle unità di misura internazionali, anche le più banali. Le donne portano i capelli neri lunghi e sempre raccolti, i bimbi sono dovunque, alcuni uomini20102014guatemala-messico-_DSC6702 portano i pesi legandoli con una fascia sulla fronte. Tra gli altri prodotti ci sono tantissime candele di ogni colore, santini, madonnine e nel mezzo del mercato qualche altarino colmo di fiori. Curioso il vecchietto che fa previsioni sul futuro dei passanti, facendo scegliere un biglietto dall’uccellino che ha in gabbia…neanche da dire che non resistiamo a far scegliere una previsione anche per noi.

Siamo curiosissimi di addentrarci ancora di più nella spiritualità e nella vita quotidiana del Chiapas nei villaggi maya attorno a San Cristobal. Prima tappa è ZINACANTAN, paese TZOTZIL dove si coltivano fiori e le cui donne, che portano sempre i vestiti tradizionali, si dedicano al ricamo. E’ una grande emozione poter entrare nella casa di una famiglia (la guida è amica di Antonia, una delle sorelle), poter assistere al lavoro quotidiano di tessitura delle donne (gli abiti sono sempre decorati con fiori), alla preparazione delle tortillas e avere un’idea della loro vita.

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Veramente suggestivo è il villaggio di SAN JUAN CHAMULA, dove la maggior parte delle donne indossano gonne ruvide di lana nera con alte cinture colorate e camicie ornate di ricami, mentre gli uomini hanno un mantello di lana pelosa.

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Ma il centro spirituale del villaggio è la sua chiesa, dove non si tengono funzioni formali e non ci sono banchi, ma su un pavimento completamente ricoperto di aghi di pino i fedeli pregano o meglio estrinsecano i loro pensieri e desideri a voce alta accendendo miriadi di candele, il cui diverso colore esprime la problematica che si vuole risolvere. Alle pareti statue di santi si susseguono, hanno tutte i visi tristi (sono i santi dei conquistatori spagnoli!) e uno specchio per riflettere la figura di chi prega. Cristo è solo uno dei tanti santi da pregare, mentre merita grande venerazione (qui come dovunque in Guatemala e Messico) la Santa Vergine di Guadalupe. Ma in realtà è qui che si pratica la medicina naturale, il medico pulsador trova il piano emozionale sulla base del polso e stabilisce la somatizzazione ed è in chiesa che lo sciamano libera le persone dalle somatizzazioni con cerimonie e rituali che culminano sempre nel sacrificio di un gallo o di una gallina che assorbe la negatività morendo. Anche oggi molte persone stanno facendo offerte rituali ed è veramente impressionante vedere in una chiesa (certamente il mondo cristiano non riconosce tali cerimonie) sacrifici di galline e strani riti di sciamani.

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Dopo questo concentrato di emozioni torniamo a SAN CRISTOBAL dove visitiamo la cattedrale, i colori e i decori floreali della cui facciata (cosiccome la croce sull’antistante piazza) simboleggiano le 4 direzioni nella visione maya del mondo; anche qui i santi sono rappresentati e vestiti in modo del tutto diverso dai santi europei, c’è anche un tal SAN CARALAMPIO, che è un santo guaritore.Nella vicina chiesa di San Domenico avverrà la consegna al parroco del secondo dipinto del nostro amico pittore Frascaroli, che raffigura la Vergine di Guadalupe.

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Tappa ad un laboratorio di lavorazione dell’ambra, che si estrae in Messico e con la quale si ottengono bei gioielli; si dice in Chiapas che ambra, uova e basilico siano ammortizzatori di negatività.

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21 ottobre – Ci attende (a meno di un’ora da San Cristobal) un percorso naturalistico lungo il RIO GRIJALVA nelle gole del maestoso CANYON DEL SUMIDERO con altissime pareti di roccia: è un parco naturale con una meravigliosa vegetazione rigogliosa e una fauna varia e abbondante.

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Siamo fortunatissimi perché nel corso della nostra escursione in barca riusciamo a vedere pellicani, scimmie ragno, aironi bianchi e cinerini, cormorani, avvoltoi, martin pescatori e anche molti coccodrilli. Belle anche le grotte e le grandi cascate oltre ai bellissimi alberi, tra cui ci impressionano le stelle di Natale alte fino a 3-4 metri (e pensare che le nostre, striminzite, di solito non vivono più di qualche mese e di certo non sono rigogliose!).

Pranzo in un ristorante della cittadina colonica CHIAPA DE CORZO, carina, con molti negozi di artigianato, tra cui particolari sono le zucche smaltate.

Ci spostiamo nella capitale del Chiapas, TUXTLA GUTIERREZ, da dove voliamo a CITTA’ DEL MESSICO che subito si presenta grande (ben 22 milioni di abitanti), caotica e dispersiva. Ceniamo e pernottiamo all’HOTEL KRYSTAL GRAN REFORMA UNO MEXICO CITY, ma già prima di cena facciamo una passeggiata nelle affollate vie centrali.

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22 ottobre – Dall’hotel (che è in pieno centro) iniziamo a piedi la visita della città, costruita dagli spagnoli dove sorgeva la capitale dell’impero atzeco: CASA DE LOS AZULEJOS, TEMPLO DE SAN FRANCESCO e la piazza principale, lo ZOCALO con la CATTEDRALE e il PALAZIO NATIONAL, dove sono conservati gli splendidi MURALES di DIEGO RIVERA, che costituiscono un affresco del mondo messicano a partire dai Maya alla conquista degli Spagnoli e permisero di spiegare con molti particolari la storia messicana anche a chi non sapeva leggere.

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E’ curioso osservare che tutta Città del Messico sembra avere parecchi palazzi “storti”, sia per i numerosi terremoti nel corso dei secoli sia perché è costruita su quello che un tempo era un gigantesco lago.

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Mentre partiamo per la zona archeologica di TEOTIHUACAN, incomincia da Mariangela l’effetto domino della vendetta di Montezuma, che per fortuna si esaurirà nel giro di poche ore, pur riuscendo a mietere nel nostro gruppo parecchie vittime.

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TEOTIHUACAN era un luogo sacro e cerimoniale di grande importanza tra il 200 e il 500 d.C., di cui si sa molto poco, neanche il motivo per cui venne abbandonato. Splendida22102014guatemala-messico-_DSC7338 l’AVENIDA DE LOS MUERTOS con il TEMPIO dedicato al culto del serpente piumato, la PIRAMIDE DELLA LUNA (monumento funerario reale) e l’imponente PIRAMIDE DEL SOL. Entrambe le piramidi si possono scalare e si dice che dall’alto della piramide del sol si riceva un grande accumulo di energia cosmica.

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Sosta lungo il percorso di ritorno a Città del Messico al SANTUARIO DI NUESTRA SENORA DE GUADALUPE, luogo sacro di pellegrinaggi da tutto il Messico, dove è molto venerata.

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Tornati in hotel scampiamo per un pelo la grande e pacifica manifestazione di protesta per la scomparsa di 43 giovani studenti meno di 1 mese fa, che la polizia messicana non vuol dire dove siano finiti.

23 ottobre – Giornata a dir poco campale: si dovrebbe partire alle 12, ma l’aereo dell’IBERIA ha un non ben qualificato guasto…orrore! Dopo varie attese ci viene chiesto se vogliamo partire alle 20 per PARIGI invece che per MADRID con AIR FRANCE. Fin qui il disguido è accettabile, ma si rasenta la follia quando per imbarcarci la Air France vuole un assurdo timbro, altrimenti non ci farà partire: qui Rosy si scatena e la scena a posteriori ha dell’esilarante. Di certo la giornata non è monotona, fino a che finalmente si parte…

Peccato per il tempo che è stato quasi sempre nuvoloso, però il viaggio è stato decisamente meritevole, in particolare per quanto riguarda il GUATEMALA; il CHIAPAS è stato splendido soprattutto per il contatto con la popolazione indigena e con una cultura così diversa dalla nostra. Negativo invece il giudizio sulla caotica Città del Messico.

Ma il viaggio non sarebbe stato piacevole se la compagnia non fosse stata ottima perciò voglio ringraziare tutti per ogni istante passato insieme in questi giorni…BOBO naturalmente, l’inseparabile BEPPE, FIORENZA, PATRIZIA, SALVATORE, MARIANGELA, CHIARA, PAOLO e ultima ma non ultima la mitica ROSY . Alla prossima amici!

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Info su bobiworld

Baba, medico nella vita con la passione dei viaggi, Bobo, medico nella vita con passione dei viaggi e della fotografia.. insieme bobi... vi presentiamo il nostro modo di esplorare il mondo con idee, impressioni, appunti di viaggio e consigli utili il tutto corredato dalle immagini scattate in giro per il mondo. Ci accompagna in questo "viaggio" nostra figlia Giada che metterà a disposizione di tutti i ragazzi le sue impressioni ed il suo punto di vista... buon divertimento!!

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